Correva il diciassette agosto duemilaventitré quando al mondo venne concepita un'idea.
Il concepimento avvenne in un comune divano, di un comune appartamento di un tranquillo paesino italiano.
Il pomeriggio fu limpido, il sole fu tenace e l’afa (costantemente presente) costrinse a tenere quasi totalmente abbassate le persiane della porta finestra che dà sul balcone.
Filtrava della luce da quelle persiane, non completamente chiuse, e l’interno dell’ampio soggiorno risultava fresco, ristoratore.
Si voglia per una casualità, o si voglia per una precisa ed indeterminabile serie di eventi, l’idea nacque nella mente di un ragazzo, che solito riflettere su questioni più o meno importanti, decise, avendo del tempo libero a disposizione, di stendersi nel divano e lasciarsi ai mille pensieri che la sua mente fu in grado di offrirgli.
Spesso e volentieri capitò al ragazzo di cimentarsi in riflessioni inerenti a temi politici, economici, sociali e ambientali di una certa rilevanza per l’epoca.
Alcuni esempi concreti possono essere i danni ambientali causati dalla pesca intensiva in alcune aree del mondo (anche se dagli ultimi vent’anni anni a questa parte si potrebbero citare cose ben peggiori), la legittimità dell’operato di alcune aziende, si veda dunque il cosiddetto diesel gate o il Russia gate, (giusto per non citare direttamente le aziende).
Ci si può anche spostare in ambito politico, faccenda assai delicata e strettamente soggettiva per cui anche l’esempio sarà lato: se volessimo valutare le scelte geopolitiche degli ultimi anni, potremmo a malincuore constatare che gli Stati di tutto il mondo (nel complesso) dopo il 2008 sono sempre più scontrosi e belligeranti.
In ambito economico, esclusi i paesi in via di sviluppo che appunto, sono in via di sviluppo, lo scenario è relativamente chiaro: è dal boom economico (risposta alla più devastante guerra di tutti i tempi, la seconda guerra mondiale) degli anni ’60–’70 che assistiamo ad un continuo ed inesorabile declino delle economie e ad un abbassamento sistematico del tenore di vita dei cittadini cosmopoliti (fatta eccezione per alcuni piccoli stati qua e là nel mondo).
Ancor peggio, l’ambito sociale: mentre un tempo la collettività era sinonimo di coesione e forza, ora sembra difficile poter esprimere la propria opinione senza essere massacrati da giudizi ed emarginazione.
Sembra impossibile denunciare qualcosa che non funziona, sembra sia tutto perduto anche quando non manca nulla.
Il ragazzo, comunque, non essendo oramai più un bambino si pose delle domande (a parer suo) intelligenti, prima di lasciarsi cadere addosso il tanto amato mondo che lo accolse, addirittura in anticipo di qualche settimana, e affogare in un turbine di pensieri.
Si fece una serie di domande, quali:
Sarà che non si può vivere per sempre con la spensieratezza di un bambino?
Sarà che lo scenario immaginato è frutto di sensazioni?
Non starò drammatizzando troppo il quadro generale?
Dopo quella serie di domande al ragazzo venne in mente una cosa. Anni prima fece la tesi di laurea in scienze economiche su un tema a lui molto caro, sin dall’adolescenza. Per quanto il lavoro lo appassionò e ne fu soddisfatto, la tesi non fece che confermare (purtroppo, in quello specifico caso) quello che con l’adolescenza non fu che un mero sentore.
Dunque, banalmente, al ragazzo venne in mente di utilizzare un metodo relativamente più rigoroso per constatare la validità delle sue opinioni. Sia chiaro, non conseguì quattro lauree diverse (una per materia), sulle quali si fermò a riflettere, ma neanche si lasciò alla mera “cultura” trasmessa nei telegiornali, per intendersi.
Ebbene dopo un percorso di crescita culturale e non solo, il ragazzo si diede l’amara risposta, come quasi avesse ripercorso la stesura della tesi: le sue opinioni, ancora una volta, vennero sorrette da ricerche e informazioni giudicate dallo stesso attendibili e coerenti con la quotidiana realtà dei fatti.
Fu proprio in quel pomeriggio, in quel divano, che il percorso fatto sin quel momento, come per magia, si raggruppò e si concretizzò in un contrastante senso di malessere, sfiducia, ribrezzo, verso tutte quelle riflessioni che, unite, crearono un abominio da dissolvere.
Il ragazzo si chiese se fosse frutto di una coincidenza se così tanti scenari di ambiti vari e diversi potessero seguire sorti simili e deprecabili. Non volendosi prendere in giro e voltare lo sguardo dall’altra parte si rispose: no.
Allora si fece un’ulteriore domanda, giusto per spingersi oltre, e non accontentarsi di vivere entro i suoi sicuri e confortevoli limiti: a chi è dovuto tutto questo?
Umani, davvero riusciamo ad organizzarci per andare sulla luna, ma non riusciamo ad organizzarci per evitare di morire di fame e stenti? Ancora una volta, no.
La constatazione nacque da sé: c’è qualcosa di terribilmente sbagliato in quello che stiamo facendo. Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri, ma essere succubi di questo cambiamento, ci rende colpevoli più di chi agisce intenzionalmente a danno di altri. La deviazione è naturale e umana, l’inettitudine invece è una scelta consapevole e indegna.
Il ragazzo non si fece scoraggiare da quanto appena elaborato dalla sua mente. Al contrario, cosciente della vastità del problema, coraggio e determinazione infuriarono in anima e corpo.
La comunicazione
Secondo il ragazzo, infatti, il fattore principale di questa, chiamiamola, deriva, fu la polverizzazione e sgretolamento della società in senso stretto. L’uomo, sin da prima di essere considerato tale, si è sempre riunito in formazioni più o meno complesse...
La rappresentatività
L’idea avrebbe dovuto essere condivisa in modo semplice, veloce, ed efficace. Il mondo correva veloce, non c’era tempo da perdere...
L’investimento
Come detto qualche paragrafo sopra, il ragazzo non disponeva di capitali immensi. Dovette quindi trovare una realizzazione con, almeno, dei costi di avviamento per lui sostenibili...
La perseveranza
Conscio del fatto di essere il Signor Nessuno, il ragazzo capì che la perseveranza si rese necessaria e fondamentale...
L'idea crebbe, si fece forza, e spaventata da nulla, sgomitando tra le miriadi di difficoltà tra lei stessa e la sua manifestazione riuscì a dare inizio ad un progetto ben definito.
Come si suol dire, il resto è storia…